I migliori Spray al peperoncino: guida completa all’acquisto

I migliori Spray al peperoncino: guida completa all’acquisto

spray al peperoncino difesa personale

La difesa personale è sentita da molte persone come una priorità; non solo le donne, ma anche gli uomini percepiscono come fondamentale dotarsi di uno strumento di protezione dalle aggressioni, da portare sempre con sé.

In questo panorama, lo spray al peperoncino riveste un ruolo molto importante, perché ha la funzione di mettere temporaneamente KO l’aggressore, senza provocarne la morte o lesioni irreversibili.

Spray al peperoncino è legale?

In Italia, le normative riguardanti gli spray antiaggressione sono delineate nel DM 103 del 2011, che indica i requisiti che devono possedere gli spray nebulizzanti finalizzati alla difesa personale.

Sono compresi nel decreto gli spray a base di peperoncino, una sostanza che deriva dal Peperoncino di Cayenna il quale, come è noto, possiede un elevatissimo potenziale urticante. In particolare, è l’Oleresin Capsicum, indicato anche con la sigla OC, responsabile dell’effetto urticante.

La concentrazione massima consentita in una bomboletta è indicata dallo stesso Decreto Ministeriale, cui tutti i produttori devono attenersi prima di distribuire sul mercato spray nebulizzatori a base di OC. Il contenuto massimo consentito nei dispenser che contengono spray al peperoncino non può superare i 20 ml.

Allo stesso modo, la composizione della miscela contenuta nell’erogatore non deve contenere elementi cancerogeni, infiammabili, corrosivi o tossici: come si può notare, l’ottica è quella di disabilitare il potenziale dannoso di uno o più aggressori, senza causare danni permanenti.

Per quanto riguarda i composti di derivazione artigianale o casalinga, in rete sono presenti alcune informazioni riguardanti la preparazione di una miscela per autodifesa a base di peperoncino, alcool a 95 gradi e una percentuale di olio vegetale.

Nonostante l’idea di produrre in casa uno strumento di difesa utile possa sembrare allettante, c’è da interrogarsi circa la sicurezza e l’incolumità di chi lo prepara e sugli eventuali effetti dannosi del composto, che inoltre dovrebbe essere confezionato in una bomboletta con chiusura di sicurezza, in modo tale da evitare l’apertura o la fuoriuscita accidentale del contenuto.

Per questo motivo, e per adempiere agli obblighi di legge, l’acquisto di un prodotto conforme alle disposizioni e che garantisca una riuscita efficace e sicura è la scelta più saggia da compiere.

In commercio sono disponibili anche prodotti che hanno lo stesso effetto del peperoncino, pur non contenendo principi attivi che si riconducono a questo elemento. Gli effetti sull’aggressore sono gli stessi e sono identificabili nel temporaneo annebbiamento della vista, perdita momentanea dell’orientamento, nausea e vomito.

Questa soluzione è spesso associata a una consistenza del prodotto sotto forma di gel, che in alcuni casi è sottoposto a colorazioni in tinte accese per contrassegnare in modo inequivocabile il segno dello spray sulla pelle dell’aggressore, che a volte potrebbe impiegare qualche giorno per rimuovere totalmente le tracce del gel dall’epidermide.

In questo caso, non sono previste le limitazioni riguardanti i 20 ml di liquido contenuto nella bomboletta, poiché il prodotto non è a base di peperoncino.

Lo spray al peperoncino è legale

Con riferimento all’immaginario collettivo inerente lo spray al peperoncino per la difesa personale, il background culturale più frequente era costituito, in passato, dai programmi televisivi esteri, realizzati soprattutto negli Stati Uniti: in una realtà considerata a tratti potenzialmente pericolosa, le persone non solo detengono armi, ma utilizzano strumenti di autodifesa come lo spray urticante.

Una realtà che sembra così lontana dal contesto in cui si vive determina anche un cambio di abitudini e mentalità nelle persone, che vivono anche a migliaia di chilometri di distanza. Ecco che lo spray al peperoncino o a base di sostanze irritanti, come il pepe, è considerato da molte persone una soluzione “to go” per sentirsi più sicuri, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Si tratta di una soluzione che consente di percepire un maggiore senso di sicurezza, senza la necessità di ricorrere all’utilizzo di armi o altri strumenti potenzialmente letali.

Le situazioni in cui potresti sentire la necessità dello spray al peperoncino

Di sicuro, pensando a prodotti come lo spray anti-aggressione a base di peperoncino, avrai pensato a un possibile, classico utilizzo nel caso in cui ti trovi in un posto isolato, magari di sera o con scarsa visibilità.

Oltre a queste ipotesi, il prodotto potrebbe farti sentire al sicuro quando porti a passeggio il tuo cane, nel bosco o altri luoghi che potrebbero nascondere qualche pericolo.

Non ci sono limiti alle occasioni in cui lo spray potrebbe tornare utile, e per questo motivo è molto importante che la bomboletta abbia dimensioni contenute e il tappo di sicurezza; potrai portare la confezione sempre con te in borsa, in marsupio o anche in tasca.

Ovviamente ti auguri di non doverlo mai utilizzare, ma l’elemento che conta è la tranquillità di tenere a portata di mano uno strumento che garantisca la tua incolumità; molte persone anziane hanno iniziato a tenere in casa o in borsa, quando escono, una bomboletta di spray antiaggressione: si parla, ovviamente, di persone autosufficienti e con una determinata lucidità mentale.

Gli effetti dello spray al peperoncino sull’aggressore

Cercando di analizzare il discorso dell’aggressione attraverso il necessario distacco “scientifico”, è utile conoscere gli effetti dello spray sull’aggressore, nel momento in cui questi entra a contatto con il getto nebulizzato dall’erogatore.

Il soggetto avvertirà un dolore lancinante agli occhi, unitamente a un prurito quasi insopportabil, allo stesso tempo, l’aggressore avvertirà un temporaneo offuscamento della vista, che provocherà un leggero disorientamento.

Questo effetto è quello più immediato e percepibile entro al massimo qualche secondo dal contatto con lo spray; di conseguenza l’aggredito ha tempo e modo di allontanarsi dalla presa e allontanarsi, chiamare i soccorsi e le Autorità.

Se lo spruzzo del liquido raggiunge anche la bocca, l’aggressore avvertirà una sensazione di amarezza ben oltre il tasso normalmente tollerabile, tanto che potrebbe incorrere in uno o più episodi di vomito, anche ripetuto.

Per aumentare l’efficacia della gittata, sia in termini di distanza che di resistenza al vento o altri ostacoli che potrebbero frapporsi tra la persona aggredita e il malintenzionato, alcune case produttrici hanno brevettato uno spray irritante che si presenta sotto forma di gel.

L’erogatore della bomboletta è progettato in modo tale che lo spruzzo sia molto più potente di quello di un comune dispenser, con la possibilità di raggiungere il viso e il corpo di uno o più soggetti pericolosi nello stesso momento.
L’obiettivo è anche quello di evitare che il gel raggiunga persone estranee alla dinamica o che un vento persistente cambi la traiettoria dello spray.

Per avere un ordine di grandezza, alcune bombolette di spray al peperoncino consentono una propulsione che consente di raggiungere l’altra persona anche a 4 metri di distanza, non è necessario, quindi, trovarsi a stretta vicinanza con il soggetto minaccioso, che può essere fermato anche prima di arrivare a noi.

Letti a mente fredda, queste considerazioni potrebbero far sorridere, o sembrare banali e scontate. In realtà, in momenti in cui l’adrenalina è a mille e il senso di pericolo toglie il respiro, anche guadagnare un metro nei confronti dell’aggressore può fare la differenza.

I consigli da seguire per utilizzare lo spray al peperoncino

Oltre a diffidare dei prodotti fai da te e non conformi alle normative vigenti, è fondamentale tenere il prodotto fuori dalla portata dei bambini.
Come i farmaci o i detergenti, lo spray al peperoncino va eliminato assolutamente dal raggio di azione di neonati e bambini di tutte le età.

Nonostante la bomboletta disponga di una chiusura di sicurezza, non bisogna mai dimenticare che i bambini, nel caso in cui rimangano a contatto con la confezione, con pochi gesti potrebbero manomettere la valvola di sicurezza e spruzzarsi inavvertitamente il contenuto negli occhi o in altre parti del corpo.

I migliori spray al peperoncino

Spray al peperoncino, dove si compra?

Sul mercato sono presenti diversi prodotti antiaggressione a base di peperoncino, per scegliere i migliori spray al peperoncino, è consigliabile attenersi alle indicazioni dei produttori e, in aggiunta, consultare le recensioni di chi l’ha già acquistato, tenendo sempre presente che non è detto che l’abbia utilizzato.

Di seguito riportiamo due prodotti che hanno riscontrato la soddisfazione degli utenti che l’hanno ordinato online e che hanno deciso di pubblicare le loro opinioni tramite recensioni verificate.

REDimpact Safe Defense, spray antiaggressione, 40 ml

 
La bomboletta dalle dimensioni ultracompatte contiene un gel a base urticante che fuoriesce da un ugello brevettato per spruzzare la sostanza con velocità consistente.

Il cappuccio Easy-Cap è appositamente studiato per evitare dispersioni accidentali di prodotto durante il trasporto o in caso di manipolazione da persone non autorizzate.

Questo prodotto è in grado di bloccare gli aggressori grazie a un effetto altamente irritante agli occhi e alla pelle; il gel è inoltre difficile da rimuovere e rimane sull’epidermide, senza danneggiarla, per parecchi giorni.

Se il gel viene a contatto con le labbra, l’aggressore avverte una sensazione estremamente amara, che potrebbe causare anche episodi ripetuti di vomito, oltre che fenomeni di tosse incontrollabile.

Grazie all’effetto combinato di spruzzo mirato ed efficacia del gel, l’aggredito ha l’occasione di scappare dal luogo dell’accadimento e chiamare i soccorsi.

Il raggio d’azione di REDimpact Safe Defense può raggiungere i 4 metri e prevede una traiettoria mirata, per evitare di colpire accidentalmente altre persone.

Rispetto ad altri spray antiaggressione, questo prodotto non contiene OC, ma pepe, e può essere utilizzato sia in luoghi all’aperto che al chiuso; la bomboletta contiene liquido a sufficienza per consentirne l’erogazione in più occasioni; non è prevista una ricarica: quando il gel è terminato, è necessario smaltire la confezione.

 

Spray da difesa Tiw-Farb Gel, 40 ml

 
Lo spray da difesa Tiw-Farb Gel è un deterrente per gli aggressori, perché il suo spruzzo causa una forte irritazione di occhi e pelle, oltre a macchiare in modo evidente l’epidermide e i vestiti, grazie alla sua pigmentazione rosso acceso.

La bomboletta che contiene il gel, che non è a base di peperoncino ma di altre sostanze irritanti, ha una capienza di 40 ml ed è dotata di chiusura di sicurezza con cappuccio, per evitare dispersioni accidentali del prodotto.

Il dispenser ha inoltre una pratica clip che consente di agganciare la bomboletta ai pantaloni, come comunemente si potrebbe fare con un portachiavi: questo lo rende pratico e di immediata reperibilità in caso di bisogno.

Quando viene spruzzato in direzione dell’aggressore, lo spray provoca anche una sensazione di grande calore, che insieme alla sensazione di perdita dell’orientamento e all’intensa colorazione rossa, contribuisce a disabilitare il potenziale dannoso dell’aggressore.

Inoltre, grazie alle macchie indelebili colorate, in caso di aggressione sarà più semplice identificare il colpevole, specialmente se questi si è dato, nel frattempo, alla fuga.

Peperoncino Bishop Crown o Cappello del vescovo

peperoncino bishop crown cappello del vescovo

Il Bishop Crown, conosciuto in Italia anche come “Cappello del vescovo“, è un peperoncino dalla forma particolare che ricorda appunto una mitra, il tipico cappello utilizzato dai vescovi.

Il suo sapore è leggermente piccante, con un retrogusto fruttato ed è particolarmente indicato per chi ama i sapori decisi ma non troppo esagerati. Inoltre è ottimo per poter creare piatti variegati, magari anche con qualche ripieno gustoso.

Vediamo quindi quali sono le caratteristiche principali del peperoncino Bishop Crown.

Caratteristiche del peperoncino Bishop Crown

Il Bishop Crown, o Cappello del Vescovo, è un tipo di peperoncino tipico delle isole Barbados, appartenente alla specie Capsicum Baccatum, con caratteristiche particolari che lo rendono unico e adatto solamente ad alcune tipologie di alimenti.

Come accennato poco fa il Bishop Crown è un peperoncino non particolarmente piccante, che trova una certa analogia con il suo cugino messicano Jalapeño.

Bishop Crown Scoville

Come in tutti i frutti del suo genere, anche il Cappello del Vescovo ha un grado di piccantezza che varia da frutto a frutto, con un grado massimo che arriva a circa 30000 Shu.

Frutto Bishop Crown

La parte piccante è contenuta principalmente nei semi e nei filamenti bianchi che ne costituiscono la placenta. Rimuovere l’interno quindi significa ridurne drasticamente anche la piccantezza. Questo li rende quindi particolarmente adatti per essere riempiti, mantendo quel pizzico di sapore che non guasta mai e anche una certa croccantezza.

La forma del peperoncino è piuttosto bizzarra e non passa certo inosservata, ed è proprio questo che ne ha determinato un certo successo a livello mondiale. È caratterizzato infatti da alcune prominenze ai lati e da una parte centrale più affusolata e stretta che ne determina la forma a cappello, da cui deriva il nome Bishop Crown.

Le dimensioni del Bishop Crown sono variabili, anche se di norma la lunghezza è di 6cm, mentre la larghezza oscilla tra i 3-4 cm.
Bishop Crown non è il solo nome a cui è attribuito questo peperoncino, difatti la forma bizzarra ne ha determinato diverse denominazioni per il mondo, alcune di queste sono: Campanella, Peperoncino Palloncino, Peperoncino Lanterna e molti altri ancora. Nel Sud America è chiamato Peperoncino a Pera.

La maturazione del Bishop Crown avviene come nella maggior parte dei peperoncini, partendo da un colore verde, tipico dei peperoncini ancora acerbi, per arrivare al rosso che ne determina la maturazione completa.

Il sapore del peperoncino a campanella

Il sapore del Bishop Crown si avvicina molto a quello delle mele, molto gradevole e delicato, ma non molto riconoscibile.

È un peperoncino da contorno, che può essere servito come antipasto o come accompagno per qualche piatto a base di pesce, pasta o per esaltare il sapore di qualche formaggio, perfetto da fare ripieno e servire per intrattenere gli ospiti.

Come usare il peperoncino Bishop Crown

Anche se il suo sapore non è forte come la maggior parte dei peperoncini in circolazione, il Bishop Crown si adatta bene ad una moltitudine di piatti differenti.

Questo peperoncino è ottimo da inserire come condimento per l’insalata. Il suo sapore dolce e delicato è l’ideale per questo genere di pietanze, a cui dona più sapore e gusto.

Come detto il Bishop Crown si presta bene per essere fatto ripieno, infatti ha delle pareti molto sottili e una forma particolare che permette di avere molto spazio all’interno, e questo offre molte possibilità per sbizzarrirsi con varie ricette. Bisogna però prestare molta attenzione a non esagerare con il ripieno, perché a causa delle pareti sottili il peperoncino potrebbe rompersi facilmente.

Coltivare il Bishop Crown

Il periodo migliore per iniziare a coltivare il Cappello del Vescovo è tra Marzo e Aprile, il momento ideale per seminare. La primavera e il clima mite ne favoriscono la crescita, mentre in Estate si può procedere alla raccolta. A Luglio-Agosto il peperoncino acquista quel colore rosso tipico, e ne decreta la maturazione.

Per poter seminare i semi è necessario avere un terreno concimato a dovere, ed è altrettanto importante che la temperatura sia mite per favorirne la crescita. Se invece dovesse essere abbastanza bassa allora è consigliabile mettere i semi in un vasetto, possibilmente di plastica perché mantiene la terra calda e umida, l’ideale per il Bishop Crown, e tenerlo in casa. Bisogna poi creare una copertura di protezione fino a che non avverrà la prima germogliatura.

A questo punto è possibile rimuovere la piantina dal vasetto e piantarle nel terreno.

La pianta non necessita di eccessiva acqua, e se si tiene in un vaso è possibile riempire un sottovaso che mantiene la pianta idratata.
Una volta giunto a maturazione, e quindi appena acquista quella colorazione rossa, il Bishop crown può essere raccolto ed utilizzato per vari scopi culinari.

Dove acquistare il Bishop Crown

Questo peperoncino sta avendo molto successo anche in Italia e lo si può trovare molto facilmente in qualsiasi ortofrutticolo delle principali città e paesi. È difficile invece trovarli nei supermercati dei centri commerciali, dove sono totalmente assenti.

C’è però un’altra valida alternativa con cui è possibile sempre trovare questi peperoncini sulla propria tavola. Infatti è possibile coltivarli per conto proprio, sono facilmente coltivabili e inoltre forniscono abbondanti raccolti.

I suoi semi possono essere acquistati su Amazon, si tratta di una tipologia di peperoncino che può crescere in modo sano e facile anche in vaso. È adatto quindi ad una coltivazione domestica, e chiunque, anche se alle prime armi, può facilmente cimentarsi nella sua coltivazione.
Questo aggiungerà un tocco di genuinità al prodotto e quel sapore campagnolo che non gusta mai nelle tavole italiane.

 

 

Essiccatore per alimenti: guida all’acquisto, informazioni e consigli

essiccatore frutta e verdura

Se stai cercando un essiccatore per alimenti per conservare più a lungo i tuoi cibi sei nel posto giusto, abbiamo già parlato di questo elettrodomestico nell’articolo sull’essiccazione dei peperoncini, ma questo elettrodomestico può essere utilizzato, in base alla tipologia di prodotto e alla potenza, anche per la disidratazione di qualsiasi alimento, dalla frutta alla verdura, dalla carne ai tuberi.

In questo articolo, oltre a vedere i criteri di scelta di un essiccatore, vedremo quali sono i migliori essiccatori per alimenti in commercio, le caratteristiche principali da controllare e dove acquistarli..

Cos’è e come funziona un essiccatore per alimenti

Prima di leggere le nostre recensioni sui migliori essiccatori, ci sembra doveroso conoscere qualcosa in più, a partire dalla metodologia e dal funzionamento. Essiccare gli alimenti è un modo alternativo per conservare frutta e verdura, più veloce del classico congelamento e senza limiti di conservazione.

Acquistare un essiccatore per alimenti significa scegliere un elettrodomestico dalle dimensioni minime, ideale per ridurre costi e tempi di essiccazione di frutta e verdura. La forma e il design è cura della casa produttrice che si sbizzarrisce nel realizzare oggetti non solo pratici e funzionali ma anche graziosi dal punto di vista estetico.

Il funzionamento dell’essiccatore è molto semplice e parte dall’idea di eliminare del tutto l’acqua e l’umidità, naturalmente presenti all’interno di qualsiasi alimento. Una volta pronti, gli alimenti saranno completamente disidratati.

Gli alimenti vengono posti all’interno dei cassetti dell’essiccatore, predisposti allo scopo. Il meccanismo di funzione dell’elettrodomestico avviene tramite la produzione di calore al suo interno. Alcune ventole distribuiscono l’aria calda all’interno dell’elettrodomestico.

Occorre impostare la temperatura adeguata e il tempo per l’essiccazione. Una volta terminato tutto il programma, gli alimenti sono perfettamente essiccati e pronti per una lunga conservazione.

Questo elettrodomestico riduce notevolmente i tempi per il processo di essiccazione, contribuendo anche a un buon risparmio economico, sia energetico, sia ambientale. Senza pensare al vantaggio di conservare le provviste alimentari, evitando inutili sprechi.

L’essiccatore si basa sul sistema di conservazione alimentare usato dai nostri nonni ma, rispetto ai metodi sul fai da te e improntati sulla soggettività, garantisce la sicurezza di non perdere nessun alimento.

Tipologie di essiccatori

Il mercato mette a disposizione due diverse tipologie di essiccatori: gli essiccatori a flusso d’aria verticale e gli essiccatori a flusso di aria orizzontale.

Essiccatori a flusso d’aria verticale

All’interno di questa tipologia di elettrodomestici, la fonte di calore e la ventola sono posizionate sulle due estremità, nella parte interna del coperchio oppure sulla base. In questo modo il calore viene emesso e ventilato in direzione verticale.

Gli essiccatori verticali hanno dimensioni ridotte in quanto si sviluppano verso l’alto con una forma cilindrica.

Il principale svantaggio è nella difficoltà che si riscontra durante la pulizia a causa dello spazio interno ristretto. Durante il funzionamento molto spesso accade che briciole di cibo o di liquido si inseriscano in mezzo alla ventola, non permettendo una loro completa rimozione con facilità.

Un altro svantaggio è di natura tecnica, ed è dovuto al movimento del flusso d’aria. Negli apparecchi in cui il calore parte dal basso verso l’alto, lo svantaggio è maggiore. Partendo dal basso l’aria, si riempie di umidità, trascinandola verso i vassoi superiori, dove il cibo non riesce a ricevere il medesimo calore di quello posto in quelli inferiori.

Il consiglio per chi ha questo tipo di essiccatore è di non riempire al massimo i vassoi inferiori per permettere una omogeneità di calore all’interno dell’elettrodomestico.

Negli essiccatori in cui la fonte di calore è posta all’interno del coperchio non si presenta tale svantaggio. Inoltre la pulizia può avvenire in maniera più semplice perché eventuali impurità non si depositeranno nei pressi della ventola, posta nella parte superiore, ma cadranno sul fondo dov’è più facile intervenire con l’igiene.

Si consiglia comunque di variare la posizione dei vassoi durante l’intervento di essiccazione, in modo da garantire una propagazione del calore omogenea in ogni parte all’interno dell’elettrodomestico.

Essiccatore a flusso d’aria orizzontale

La distribuzione del calore in questo tipo di essiccatore avviene in maniera orizzontale, in quanto sia la fonte di calore che la ventola sono posizionate nel resto dell’elettrodomestico. Poiché l’aria calda viene distribuita orizzontalmente, il calore riesce ad arrivare in ogni punto dell’essiccatore in maniera omogenea, garantendo una lavorazione omogenea di tutti i cibi inseriti all’interno dei vassoi, senza alcuna differenza tra quelli in alto e quelli in basso.

Gli aromi e gli odori dei vari alimenti, anche se diversi, non si mischiano in alcun modo, come avviene invece negli essiccatori verticali.

Infine, poiché la ventola è inserita in una posizione intermedia tra la fonte di calore e i vassoi, facilita la circolazione dell’aria calda in mezzo ai ripiani, fuoriuscendo in maniera semplice anche tramite i fori di apertura appositi posti tra lo sportello e i lati dell’elettrodomestico.

Questa tipologia di essiccatori occupa uno spazio maggiore rispetto a quelli verticali e ha anche un costo maggiore.

L’importanza delle ventole nell’essiccatore

Le ventole sono un elemento di imprescindibile importanza in quanto servono per la distribuzione dell’aria all’interno dell’elettrodomestico, facilitando la fuoriuscita dell’umidità e rallentando l’evaporazione. Senza ventole l’essiccatore per alimenti non ha motivo di esistere e non potrebbe svolgere le sue funzioni.

Gli essiccatori per uso domestico sono dotati di una sola ventola sufficiente per la portata dei vassoi e per un corretto funzionamento.

I vantaggi dell’uso di un essiccatore per alimenti

Conservare gli alimenti disidrati permette di risparmiare tempo ed energia. Basta pensare come nel passato l’essiccazione naturale fosse la tecnica utilizzata maggiormente per conservare diverse varietà di cibi.

I nostri nonni utilizzavano la tecnica dell’essiccazione degli alimenti in maniera del tutto naturale, forti dell’esperienza tramandata dalle generazioni e senza improvvisare.

Oggi sarebbe impensabile far disidratare gli alimenti all’aria per diversi motivi: mancanza di spazi, inquinamento, tempi troppo lunghi.

Utilizzare un essiccatore per alimenti comporta notevoli vantaggi:

  • Salubrità: gli alimenti essiccati all’interno dell’essiccatore non necessitano per la loro conservazione di additivi o conservanti, dannosi per l’organismo umano. Mantengono perfettamente le sostanze nutrienti e le vitamine nel loro processo di essiccazione.
  • Provenienza: conoscere la provenienza degli alimenti che si consumano è uno dei vantaggi principali dato dall’uso dell’essiccatore perché si ha la certezza di avere a disposizione cibi salutari.
  • Multiuso: avere a propria disposizione un essiccatore consente di disidratare carne o pesce per uso veterinario, per i nostri amici a quattro zampe. Si tratta di un vantaggio economico non indifferente in quanto gli alimenti per cani e gatti hanno molto spesso prezzi abbastanza esosi. Da considerare, inoltre, la somministrazione di alimenti per i nostri compagni a quattro zampe di provenienza certa, preparati senza uso di altre sostanze.
  • Scelta etica: l’essiccatore di alimenti risponde perfettamente all’esigenza di mantenere il rispetto per l’ambiente e la natura, riducendo i consumi sconsiderati e gli sprechi inutili.
  • Alternativa al congelamento: per conservare gli alimenti molto spesso si ricorre all’uso del congelatore o del surgelatore. Considerando che il freezer del proprio frigorifero difficilmente potrà contenere grossi quantitativi di cibi da conservare congelandoli, si rende necessario l’acquisto di un altro elettrodomestico adatto. Questo comporta una spesa in più. Inoltre, gli alimenti congelati hanno un tempo entro il quale devono essere consumati e, una volta sottoposti a temperatura sotto zero, i loro sapori vengono alterati.
  • Scorte alimentari: in presenza di una quantità considerevole di un certo alimento, essiccarlo diventa una condizione necessaria per conservarlo. Potrebbe essere una buona occasione per rifornire la propria dispensa di scorte alimentari e di preparare, ad esempio, delle monoporzioni da usare come merenda o snack.
  • Mangiare alimenti sani: essiccare gli alimenti consente anche di evitare il consumo di cibi confezionati come il caso merendine o patatine in sacchetto. Preparare frutta essiccata come mele, pere o banane, è un ottimo deterrente per essere invogliati a consumare prodotti salati, spesso non salutari.

Da ricordare, infine ma non da ultimo, che i cibi essiccati mantengono lo stesso sapore di quelli freschi.

Le caratteristiche fondamentali di un essiccatore per alimenti. Cosa guardare per scegliere un essiccatore

Essiccatore per alimenti: quale è meglio comprare?

Le maggiori aziende produttrici hanno immesso nel mercato diversi modelli di essiccatori, tutti validi ma con caratteristiche a volte diverse tra loro. Scegliere l’essiccatore migliore potrebbe essere difficile, soprattutto considerando il fatto che si tratta di un articolo nuovo con il quale non avete molta dimestichezza o conoscenza.

Abbiamo controllato i vari essiccatori in commercio per individuare le caratteristiche principali utili per un confronto, in questo modo potrai scegliere l’essiccatore secondo le tue necessità.

Il calore

Della distribuzione del calore ne abbiamo parlato nel paragrafo relativo gli essiccatori a flusso d’aria orizzontale e verticale, dove sono stati evidenziati tutti gli elementi dei due diversi modelli.

La capienza

La scelta del proprio essiccatore deve orientarsi verso l’uso che se ne intende fare.

Se nelle proprie abitudini di conservare gli alimenti c’è quella di conservare un quantitativo elevato di cibo, allora la scelta sarà indirizzata verso un essiccatore dalla capacità interna massima, in questo caso è preferibile optare per un essiccatore orizzontale. Nel caso contrario, è sufficiente un elettrodomestico con una capacità contenuta.

La temperatura

Gli alimenti si essiccano in maniera ottimale a una temperatura non superiore ai 40° , per garantire un mantenimento inalterato delle vitamine e dei nutrienti. Nella scelta occorre controllare attentamente questa caratteristica fondamentale.

Il design

Tutte le aziende produttrici di elettrodomestici, nonché i principali brand, fanno a gara per distribuire sul mercato articoli non solo funzionali ma anche gradevoli dal punto di vista estetico.

Lasciando da parte questo aspetto, la principale scelta dal punto di vista estetico riguarda, come nei casi precedenti, la tipologia di essiccatore: a flusso verticale per uno spazio occupato ridotto, a flusso orizzontale altrimenti. Non si tratta quindi soltanto di un aspetto estetico, ma anche e soprattutto di funzionalità.

Un essiccatore per alimenti di forma tonda, comunque, permette di posizionare meglio i cibi all’interno dei cassetti o vassoi. La struttura circolare garantisce una circolazione dell’aria ottimale, essendo tale condizione elemento necessario a una buona essiccazione.

Rientra nel design anche la scelta del materiale, sono molto comuni gli essiccatori interamente realizzati con materiali plastici di ottima fattura, ma ne esistono anche con parti metalliche.

Il nostro consiglio è di non lasciarsi influenzare dal gusto estetico e optare per un elettrodomestico dalle ottime caratteristiche tecniche.

Il consumo energetico 

L’uso dell’essiccatore per alimenti si equivale a quello di qualsiasi altro elettrodomestico. Da considerare che l’essicazione completa dura circa dodici ore.
Per ottimizzare l’uso del proprio elettrodomestico, è opportuno controllare il proprio contratto con il gestore di energia elettrica poiché in alcuni casi è previsto un consumo molto ridotto per l’uso durante le ore notturne.

La potenza

La scelta della potenza non è molto rilevante in quanto difficilmente si userà quella massima con l’essiccatore. Gli essiccatori presenti in commercio hanno una potenza che varia dai 125 ai 1000 watt.

Una potenza maggiore è necessaria per un elettrodomestico di volume superiore, quindi la scelta della potenza dell’essiccatore è relazionata nuovamente sulla necessità di utilizzo che avete. Se dovete essiccare grandi quantità di alimenti, optate per un essiccatore con potenza maggiore.

Gli accessori

Gli essiccatori per alimenti non hanno gli stessi accessori ma ce ne sono alcuni che servono più degli altri.

Timer: è indispensabile per il calcolo dei tempi di essiccazione degli alimenti, per cui non è considerato un elemento opzionale.
Ricettario: Potrebbe essere considerato un elemento marginale ma in effetti la presenza del ricettario è idonea per avere consigli e suggerimenti utili per la preparazione degli alimenti all’essiccazione, per la durata della lavorazione e per utilizzare spezie e aromi utili per esaltare e mantenere il sapore dei cibi.

I migliori essiccatori per alimenti

Essiccatore per alimenti, quale è meglio comprare?

Abbiamo messo a confronto i migliori essiccatori, tra quelli presenti nel mercato e nella vendita online, prendendo in esame le loro principali caratteristiche. Ve ne presentiamo quattro: l’ordine che abbiamo loro dato non è una classifica, per cui la scelta dell’acquisto dovrà ricadere su quello che maggiormente soddisfa le proprie aspettative e si avvicina alle esigenze personali.

Melchioni Babele Essiccatore Elettrico 5 Ripiani 250w Elettrodomestici per la casa, 245 W

Essiccatore per alimenti Melchioni Babele 250W

Peso: 2,4 Kg
Dimensioni: 34 x 33 x 27
Potenza: 245 watt

Si tratta di un elettrodomestico utile per essiccare ortaggi, verdura e frutta.

Gli alimenti sono asciugati in maniera delicata tramite il flusso di aria calda, prodotta dal disidratatore, che circola al suo interno. Il processo di essiccazione lento permette una completa disidratazione dei cibi che manterranno i loro nutrienti, senza utilizzare altri tipi di prodotti.

Ha un buon impatto visivo, con un design moderno e di tendenza.

La praticità di questo essiccatore è anche evidente dal funzionamento intuitivo, a partire dal tasto per l’accensione e lo spegnimento. Il termostato può essere regolato tra la temperatura di trenta gradi a quella di settanta.

Pesa circa due chilogrammi e mezzo. Le sue dimensioni compatte, ventisei centimetri di altezza e trentatré di diametro, gli permettono di occupare uno spazio minimo.

Utilizza la potenza di “245 W” e la frequenza di cinquanta hertz.

Pro

Assolutamente pro le dimensioni ridotte e la compattezza. Ottima la silenziosità anche durante l’uso notturno. Essicca in maniera eccellente frutta e verdura, rispondendo alle aspettative dei clienti.
Ha un buon rapporto qualità prezzo.

Contro

Non abbiamo rilevato nessun elemento a suo sfavore.

Domande Frequenti

Questo essiccatore ha un timer? No, non è dotato di timer, bensì di temperatura regolabile

L’essiccatore è BPA Free? Non risulta scritto nè sulla scatola, nè sulle istruzioni

I ripiani possono essere lavati in lavastoviglie? Viene consigliato l’utilizzo di un panno umido

L’essiccatore è rumoroso? Fa un leggero rumore, quello delle ventole, ma niente di eccessivo.

 

Severin OD 2940 Essiccatore Frutta, 250 W

Essiccatore per alimenti Severin OD 2940

Peso: 2,5 Kg
Dimensioni: 32,9 x 32,9 x 19 cm
Potenza: 250 watt

È un pratico essiccatore, adatto all’essiccazione di carne, pesce e anche spezie. Ha in dotazione cinque dischi su cui porre i cibi, con possibilità di impilarli o per uso singolo, regolabili in altezza. Il funzionamento è semplice, occorre soltanto seguire le istruzioni relativamente i tempi e le quantità di cibo da essiccare e attendere il termine del programma.

Pro

Questo essiccatore è molto silenzioso. Molto gradita la presenza di cinque dischi che permettono di essiccare contemporaneamente alimenti diversi, risparmiando energia e tempo. I contenitori interni possono essere lavati in lavastoviglie. Non necessita di particolari prodotti per la pulizia e l’igiene, se non acqua e sapone.
Buon rapporto qualità prezzo

Contro

Il manuale non è molto chiaro. Non è presente una manopola per regolare la temperatura.

Domande Frequenti

I materiali dell’essiccatore sono BPA free? Si le plastiche a contatto con i cibi sono BPA free

Si può essiccare anche la carne o i funghi? Si, i tempi di essicazione sono piuttosto lunghi. Pulire bene la carne da grasso e sangue. I funghi sono rapidi da essiccare, sono sufficienti 4 ore.

E’ possibile essiccare diversi tipi di frutta contemporaneamente? Assolutamente si, purchè i tempi di essiccazione siano simili

Qual è la temperatura di questo essiccatore? La temperatura non è regolabile, raggiunge mediamente i 40-50°

Si possono essiccare i peperoncini? Assolutamente si, questo essiccatore va bene per tutte le varietà di peperoncini, il tempo medio di essiccazione è di 10-12 ore

L’ essiccatore ha una garanzia? Si, la garanzia è di 2 anni

 

Klarstein Bananarama – Essiccatore , 6 piani , impilabile , 550 Watt 

Essiccatore per alimenti Klarstein Bananarama

Peso: 3,4 kg
Dimensioni: 43,5 x 22,5 – 29 x 29,5 cm
Potenza: 550 watt

Temperatura regolabile , Display LCD , timer programmabile , Supporto aggiuntivo fine , facile pulizia.

È un essiccatore di alimenti adatto a diverse tipologie di cibi, molto efficiente e veloce grazie alla potenza di “550 watt” che utilizza.

La temperatura può essere regolata tra i quaranta e i settanta gradi centigradi. È disposto su sei piani, per cui possono essere essiccati diverse porzioni di alimenti, di diversa varietà. Ha in dotazione alcuni supporti permeabili che garantiscono al calore di distribuirsi al suo interno in maniera efficace.

L’altezza di nemmeno trenta centimetri, per una larghezza di quarantatré e una profondità di appena ventidue, fanno di questo essiccatore un elettrodomestico in grado di occupare uno spazio minimo.

Ha in dotazione un pratico timer con possibilità di essere programmato.

Pro

Veloce nei tempi di essiccazione. Molto pratico nel suo utilizzo. Comodissimi i sei scomparti che permettono di risparmiare tempo ed energia. Molto utile la presenza di un timer regolabile.
Ottimo rapporto qualità prezzo.

Contro

Non abbiamo rilevato nessun elemento a suo sfavore.

Domande frequenti

L’essicazione è uniforme in tutte le zone? Si, nelle griglie più basso l’essiccazione è leggermente più rapida

Quanti chili di frutta posso essiccare? Fino a 5 kg alla volta

I ripiani sono lavabili? Si, è consigliabile lavarli a mano perchè la plastica sembra poco resistente

La plastica dell’essiccatore è BPA free? In molti che lo hanno acquistato non si esprimono, tuttavia l’azienda ha dichiarato che si tratta di un prodotto BPA free

 

Tauro Essiccatori, Essiccatore alimentare Domus B5 a flusso orizzontale, potenza 550W

 

Essiccatore per alimenti Domus B5 Tauro

Peso: 4,5 Kg
Dimensioni: 27x27x45 cm
Potenza: 550 watt

Questo essiccatore vanta una produzione interamente made in Italy. Si estende in profondità, garantendo un funzionamento ottimale grazie al motore innovativo “DrySet Pro” che assicura una perfetta essiccazione degli alimenti. Ha in dotazione cinque cestelli in plastica alimentare certificata, per permettere la disidratazione di alimenti diversi contemporaneamente.
Funziona con la potenza di “550W” che consente una buona resa. La forma rettangolare permette di ottimizzare lo spazio interno, presentando un impatto minimo con le sue dimensioni compatte di ventisette centimetri di altezza e di profondità e i quarantacinque di larghezza.
Presenta ben dodici programmi automatici e un pratico timer.

Pro

Comodissimi i cinque scomparti per gli alimenti che consentono un risparmio di tempo ed energia. Utile il timer e molto funzionali i dodici programmi. Buon rapporto qualità prezzo.

Contro

La forma rettangolare non è molto pratica per la sistemazione ottimale degli alimenti da essiccare.

Domande frequenti

Quali sono i consumi di questo essiccatore? I consumi variano in base al programma utilizzato, dai 270 ai 550 watt.

Qual è il materiale dei cestelli? I cestelli sono in plastica

 

Perchè essiccare gli alimenti?

Gli alimenti essiccati durano più a lungo.

Naturalmente tutti gli alimenti sono soggetti alla formazione di muffe, funghi e batteri sulla loro superficie che vanno a deteriorarli. Questo avviene perché tutto il cibo contiene al suo interno una certa quantità di acqua.

Sottoporre gli alimenti a essiccazione contrasta la formazione di ogni forma di batteri e microrganismi, con conseguente prolungamento del loro stato di conservazione, mantenendo anche tutti i valori nutrizionali, la quantità e la qualità delle vitamine.

Non tutti gli alimenti possono essere essiccati

Anche se non tutti gli alimenti possiedono le condizioni necessarie per essere sottoposti a essiccazione, i cibi che permettono questo trattamento sono un numero considerevole.
Tutte le tipologie di funghi e di legumi, le verdure caratterizzate da foglia verde, dalla bietola agli spinaci, dalla cicoria alla lattuga, i peperoni, i peperoncini delle varie tipologie, dolci e piccanti, le zucchine, le zucche, le melanzane, le patate, ogni tipo di tubero, la carne, il pesce: questi sono soltanto alcuni tra i cibi che si conservano in maniera perfetta se sottoposti a essiccazione.

Da ricordare che ogni alimento mantiene inalterate sia la quantità di vitamine, sia le sostanze nutrizionali.

I migliori essiccatori per alimenti – Conclusioni

In questa guida abbiamo cercato di chiarire a cosa serve un essiccatore per alimenti, quali sono le sue caratteristiche e il suo funzionamento.

Abbiamo inoltre messo a confronto quattro tra i migliori essiccatori presenti nel mercato, evidenziando le loro funzionalità.

Per l’acquisto dell’essiccatore migliore, si rimanda alle proprie esigenze e necessità, facendo tesoro della nostra ricerca e individuando gli aspetti peculiari che si rendono necessari per il nostro essiccatore per alimenti.

Corno di Toro: caratteristiche, coltivazione e conservazione

peperone corno di toro

Il peperone Corno di toro (capsicum annum) è una varietà ibrida appartenente alla famiglia delle Solanacee e si presenta con una forma molto allungata che, al culmine della maturazione, può raggiungere i 18-20 cm. Ha un colore rosso vivo, la superficie liscia ed un sapore intenso e deciso.

Come tutte le specie di peperone, anche questo è originario dell’America meridionale e furono i conquistatori spagnoli a portarlo in Europa, dove si diffuse rapidamente.

Il motivo del suo nome è facilmente intuibile in quanto questo peperone ha la forma di corno di un toro.

La piccantezza dei peperoncini è dovuta alla presenza di una particolare sostanza, la capsicina, la cui concentrazione è misurata con la scala Scoville (SHU). Il peperoncino corno di toro non supera i 2000 SHU per cui è considerato abbastanza sopportabile anche per chi non è abituato a mangiare piccante.

Coltivazione del Corno di Toro

La coltivazione del peperone Corno di toro richiede una particolare attenzione in quanto la pianta è piuttosto delicata, teme un’elevata salinità, le escursioni termiche e la siccità anche se è necessario drenare molto bene il terreno per evitare ristagni di acqua che farebbero marcire rapidamente le radici.

La scelta della terra, quindi, è fondamentale per la buona riuscita della coltivazione.

Le piante crescono erette e possono raggiungere anche discrete altezze per cui, durante lo sviluppo, è necessario sostenerle con tutori (canne o reti) per evitare che si possano spezzare sotto il peso dei frutti.

Prima di procedere alla semina il terreno deve essere lavorato a fondo, qualora si vogliano utilizzare dei vasi, bisogna sceglierli piuttosto profondi e di un diametro non inferiore ai 30 cm. La terra deve essere concimata, resa soffice e molto ricca di sostanze organiche; il peperoncino corno di toro, infatti, non si svilupperebbe assolutamente su un terreno povero e molto compatto. Dopo aver eseguito queste operazioni si può procedere nel trapianto delle piccole piante che devono essere messe a dimora dopo aver creato delle buche ad una distanza di circa 50-60 cm fra loro.

Successivamente, durante lo sviluppo, è importante tenere la zona ben pulita dalle piante infestanti ed eliminare le foglie in eccesso che crescono lungo i nodi.

Quando la pianta ha raggiunto i 30-40 cm si deve procedere con la rincalzatura ovvero con la sistemazione della terra vicino al fusto in modo da mantenere constante la riserva di acqua. A questo proposito si ricorda che il peperoncino corno di toro necessita di un’irrigazione costante e regolare che può essere effettuata anche ad intervalli prestabiliti tramite apposito sistema di innaffiamento o con la metodologia a goccia.

Per quanto riguarda la produzione e la raccolta di frutti bisogna tener conto del fatto che ci vogliono circa 90-100 giorni affinché il peperoncino raggiunga le giuste dimensioni; sarebbe opportuno procedere alla raccolta quando non ha ancora raggiunto la piena maturazione perché in questo modo la pianta viene stimolata nella produzione di ulteriori frutti. Durante lo sviluppo è bene procedere con una concimazione regolare a base di sostanze organiche; bisogna far attenzione a non far mancare il giusto apporto di calcio e magnesio per evitare danni ai tessuti del peperoncino.

La pianta del peperoncino è soggetta a varie patologie. Fra queste le più comuni sono quelle causate da funghi come la peronospora, la fusarium, l’oidio o l’alternaria che colpiscono pianta e frutto provocandone la marcescenza. Nelle coltivazioni biologiche è possibile usare solo il rame per contrastare queste malattie, ma la cosa migliore è eliminare le piante malate bruciandole in modo che le spore non possano infettare quelle ancora sane. Per quando riguarda i parassiti, i più insidiosi per le colture di peperoni sono gli afidi, i ragnetti rossi ed una specie di lepidotteri, i piralidi, che depongono le loro uova sui frutti. Anche in questo caso è sconsigliato l’uso di pesticidi chimici, ma è opportuno ricorrere a mezzi naturali o alla lotta biologica.

Conservare il Corno di Toro: conserve o essiccazione

Dopo la raccolta, che si consiglia di effettuare quando il peperone Corno di toro comincia a virare al giallo, è possibile far continuare la maturazione finché non viene raggiunto il tipico colore rosso accesso; tuttavia il frutto è ottimo anche se consumato prima.

La polpa è molto compatta e turgida e ben si presta a vari tipi di ricette e conservazioni. Se mantenuti a basse temperature possono preservare le loro proprietà per circa 2 settimane altrimenti è necessario ricorrere ad altri metodi. Fra questi il più rapido e facile da realizzare è quello nel frezeer dove i peperoncini corno di toro potranno essere riposti dopo essere stati lavati, tagliati a pezzi e posti nelle apposite buste per il congelamento degli ortaggi.

Altri metodi prevedono un maggiore impegno anche se i risultati saranno sicuramente soddisfacenti. Si tratta di riprendere i metodi classici usati dalle nonne per conservare i peperoncini sott’olio o sotto aceto . Il consumo immediato dei peperoncini corno di toro può essere fatto cuocendoli in padella, arrostendoli al forno o farcendoli con carne o riso.

Un altro modo per conservare i peperoncini corno di toro è attraverso l’essiccazione, a tal proposito ti consigliamo di leggere il nostro articolo su come essiccare i peperoncini.

Peperoncino Chiltepin: caratteristiche, coltivazione ed essiccazione

peperoncino chiltepin

Il Chiltepin è un peperoncino facente parte della famiglia dei Capsicum Annuum.  Originario degli Stati Uniti, è diffuso anche nelle zone del Brasile, Bolivia, Perù, Texas, Florida, Arizona, California. Il peperoncino chiltepin può essere chiamato con numerosi altri termini quali, chiltepin, chile tepin, chillipiquin, chile del monte, chiltepictl.

Questa tipologia di peperoncino selvatico viene solitamente indicato come la madre dei peperoncini,  il suo utilizzo non si limita soltanto al cibo ma anche in campo medico.

La sua raccolta selvatica avviene nei mesi compresi tra settembre ed ottobre. Seppur piccolo, il chitelpin ha un alto livello di piccantezza, con un sapore deciso e affumicato.

Chiltepin: caratteristiche del frutto e della pianta

La pianta di chiltepin può arrivare o superare un metro di altezza, apparentemente fragile e sottile, è invece una pianta dalla struttura molto robusta che le permette di avere una notevole resistenza alle temperatura fredde.
Il Chiltepin produce dei fiorellini con delicati petali volti verso il basso, mentre le foglie di forma ovale sono strettamente ancorate ai rami.
I frutti prodotti dal Chiltepin si presentano con una struttura tonda e schiacciata ai lati, dalle dimensioni così piccole da passare inosservate da chi non ha il pollice verde.
Dopo che è terminata la sua fase di sbocciatura, il peperoncino chiltepin presenta un originale colore verde scuro, per poi subire un cambiamento nel mezzo della crescita assumendo una tonalità bluastra.
Raggiunta la maturazione la pianta assume una tonalità dai pigmenti di colore rosso, la colorazione tipica dei peperoncini.

Coltivare il peperoncino Chiltepin

Per questa tipologia di peperoncino la coltivazione viene svolta in vaso, la sua resistenza permette che sia allevata anche nei periodi freddi dell’anno.
La sua coltivazione richiede particolare attenzione in quanto necessita di una costante esposizione alla luce oltre ad essere annaffiata in maniera regolare, con più frequenza soprattutto nei periodi caldi.

Il terriccio da utilizzare per questo tipo di peperoncino non deve essere quello universale contenente il concime, con la possibilità di aggiungerne altro in sostanza liquida, contenente una bassa quantità di azoto e un alta percentuale di fosforo e potassio.

È inoltre utile aggiungere sul fondo del contenitore dell’ argilla al terriccio, per permettere un facile drenaggio evitando che si creino ristagni, a cui possono conseguire muffe.

La semina deve avvenire nei periodi in cui le temperature non scendono al di sotto dei 15° C, è ideale fare germogliare i semi in casa creando un ambiente adatto alla pianta, in modo che possa subire i suoi ritmi normali di stagionatura e ottenere ottimi risultati.

Indicativamente dopo due settimane, periodo che varia a seconda della varietà della pianta, si vedono spuntare delle radichette bianche di piccole dimensioni dai suoi semi, quando il germoglio riesce a sorreggersi da solo si può staccare facendo attenzione che non si danneggino le radici.

Consigli per la coltivazione del peperoncino Chiltepin

Per ottenere un buon risultato dalla coltivazione del peperoncino chiltepin, si consiglia prima della semina di pulire bene i semi, per evitare che si possano creare delle muffe pericolose.
Tale procedura consiste nel mettere per una notte i semi in ammollo, in maniera che ogni eventuale impurità presente, si ammorbidisca favorendo la rimozione in tutta facilità.

Man mano che cresce la pianta, se si desidera si possono togliere i rami superficiali, che si trovano alla base della pianta, oppure eliminare solo i rami secchi, facendo attenzione a lasciare un centimetro di distanza dal ramo.

Il chiltepin deve essere annaffiato solo di sera e quando il terriccio si presenta completamente secco, muovendolo con cura in maniera da facilitare la penetrazione dell’ acqua al suo interno; inoltre poiché questa pianta tende a crescere molto rapidamente è utile legarla a qualcosa che le serva da appoggio.

Trascorso un determinato periodo di tempo si ha la sbocciatura di delicati fiorellini di colore bianco, a cui segue il frutto vero e proprio del peperoncino, la quale raccolta può essere effettuata nel periodo autunnale.

Essiccazione del Chiltepin

Dopo avere ottenuto dalla coltivazione i peperoncini, se si vuole procedere alla loro essiccazione bisogna tagliarli in due parti e una volta tolti i semi, questi possono essere fatti seccare e tenuti in un posto senza luce ed asciutto.

Se si desidera essiccare il peperoncino Chiltepin è necessario metterlo in forno, utilizzando una temperatura di 70° C, per circa mezz’ ora, ciò permette che l’ umidità evapori.

In seguito i peperoncini devono essere esposti per alcuni giorni alla luce e calore dei raggi solari, a questo punto sono pronti per essere consumati, o se si preferisce conservati in contenitori ermetici.

 

 

Peter Pepper: coltivare e conservare il Peter Pepper, gli usi e le ricette

Peperoncino Peter Pepper

Il Peter Pepper è una pianta originaria degli Stati Uniti d’America e dall’America del Sud, diffusa in larga scala tutti i territori europei, apprezzata e coltivata anche nelle zone orientali poiché la sua coltivazione è abbastanza semplice, non richiede grosse esigenze di adattabilità climatica e i suoi frutti sono ampiamente utilizzati.

Il peperoncino Peter Pepper appartiene alla specie  Capsicum annuum, piante note per la diffusione e produzione di enormi varietà di peperoncini e peperoni a livello mondiale.

Coltivare Peter Pepper: guida e consigli

Coltivare il Peter Pepper non comporta grosse difficoltà.
I semi sono messi a germogliare al caldo, appena termina il grosso del freddo invernale e inizia il primo caldo del mese di Marzo con le tiepide giornate primaverili.

Durante la germinazione è necessario controllare che la temperatura non scenda sotto i venti gradi centigradi. Un metodo molto usato per favorire la nascita di germogli della pianta è il metodo scottex. È una metodologia semplicissima che consiste nell’utilizzo di fogli di carta assorbente (carta scottex, appunto) su cui appoggiare i semi.

In pratica viene rivestito con diversi fogli di carta assorbente un contenitore di alluminio, facilmente reperibile in commercio; i semi vengono adagiati sui fogli che devono essere tenuti sempre abbastanza umidi, evitando il ristagno dell’acqua per scongiurare il formarsi della muffa.

Dopo circa dieci, quindici giorni, i semi inizieranno a germogliare, spunteranno le prime piccole radici: è il momento di trasferire le piantine appena nate dalla carta assorbente in vasi con della terra, con la radice piantumata ad almeno un centimetro abbondante di profondità nel terreno.

Se la terra sarà mantenuta sempre umida, in brevissimo tempo spunteranno i primi germogli con le prime foglioline: è necessario mettere le piantine al sole perché necessitano di molta luce per svilupparsi in maniera ottimale.

La pianta di Peter Pepper sarà pronta per essere riversata in vasi più grandi quando il suo fusto avrà raggiunto i quindici o venti centimetri di altezza. Evitare di toccare le radici per non rovinarle poiché esse sono la parte più importante per la futura crescita della pianta: rimuovere la piantina con attenzione, lasciando la sua zolla di terriccio. Avere l’accortezza di utilizzare un vaso con un foro centrale mantenendo sempre il terriccio fresco e non impregnato d’acqua.

La quantità d’acqua utilizzata durante le annaffiature sarà decisiva per il sapore e la gustosità del frutto: se l’acqua è poca, il peter pepper sarà decisamente più piccante!

Può capitare che la pianta sia attaccata dagli acari che provocano la caduta di gran parte delle foglie, oppure da coccinelle che creano bioccoli nelle foglie meno in vista, dove si nascondono. I più pericolosi sono però gli attacchi degli afidi che distruggono anche le radici quando è presente sovrabbondante umidità nel terreno.

L’unica oculatezza per evitare tali attacchi è la prevenzione.

Nel vaso sarebbe opportuno utilizzare del fertilizzante biologico per sostenere al meglio lo sviluppo della pianta che spesso riesce a superare il mezzo metro di altezza e i quaranta centimetri di ampiezza.

La pianta adulta è abbastanza bella, con fitte foglie soffici e spesso viene scambiata per una del tipo ornamentale anche per i suoi deliziosi fiori bianchi che sbocciano copiosi, prima della nascita dei frutti.

Il Peter Pepper è adatto alla coltivazione nei vasi sui terrazzi o nel balconi essendo la pianta piuttosto compatta e simile a un cespuglio.I frutti riescono a superare la lunghezza di nove centimetri.

Conservare il Peter Pepper

Il frutto del Peter Pepper è abbastanza utilizzato in cucina. Non è particolarmente piccante, come potrebbe sembrare, il suo sapore è più vicino al comune peperone che al peperoncino intenso e pungente delle località meridionali.

Appena nato in pianta, il frutto del Peter Pepper è colore verde intenso: diventa rosso quando raggiunge la piena maturazione e può essere colto.

Si conserva benissimo in salse, lavato bene, passato al mixer con olio e altri aromi (aglio o cipolla) se graditi, oppure soltanto con olio extravergine di oliva.

Meno diffusa l’essiccazione del Peter Pepper. Per essiccarlo si usa realizzare una specie di collana passando dello spago, con un ago, nel picciolo del frutto. La collana realizzata viene appesa all’aria aperta, al sole: si lasciano essiccare i frutti naturalmente per poi, polverizzali.

Questo tipo di essiccazione è molto comune nelle zone dell’Italia meridionale. Le collane così preparate vengono chiamate rosari per la loro forma, che ricorda il rosario utilizzato per le preghiere, composto da grani (i frutti): sono appese all’esterno dei balconi e fanno parte della tradizione contadina e folcloristica tipica dei paesi delle regioni Calabria e Sicilia.

Usi particolari del peperoncino Peter Pepper

Oltre ad essere una pianta ornamentale, il frutto del Peter Pepper viene utilizzato in erboristeria per il suo importante contenuto di Vitamina A, che aiuta a conservare la buona condizione degli occhi, a mantenere in ottimo stato i capelli e a prevenire anche imperfezioni della pelle.

Il Peter Pepper è apprezzato anche come componente nella preparazione di alcuni preparati farmacologici per le sue caratteristiche stimolanti, per le capacità antisettiche, per le proprietà disinfettanti e digestive.

Gli usi in cucina

Il Peter Pepper non è molto utilizzato in cucina, come si potrebbe pensare per il suo gusto leggermente amaro e non eccessivamente piccante.

Alcuni gradiscono usarlo crudo, tagliuzzato sulle pietanze già cotte, solo per donare un sapore leggermente piccante, altri lo usano in polvere per dare un gusto particolare ai cibi.Spesso il suo utilizzo è nelle salse, preparate per insaporire piatti a base di carne.

Ricetta

Per preparare la salsa sufficiente per il condimento occorrono 10 Peter Pepper rossi e molto maturi di media grandezza, mezzo chilogrammo di pomodori ciliegino maturi, due cucchiai di zucchero, un bicchiere di aceto bianco, uno spicchio di aglio, olio.

Pestare in un mortaio i Peter Pepper. Nel frattempo imbiondire uno spicchio di aglio con l’olio in un tegame capiente; versare i pomodori tritati grossolanamente e poi il pestato di Peter Pepper.

Aggiungere lo zucchero e l’aceto. Far evaporare l’aceto e far consumare la salsa completamente fino a quando sarà una crema.

Servire a tavola in una ciotola per accompagnare un piatto di carne di suino o di vitello.

Curiosità  sul Peter Pepper

Il frutto del Peter Pepper ha una forma molto particolare e unica: somiglia al pene maschile in tutto e per tutto.

Non è molto facile trovare i frutti del Peter Pepper negli scaffali dei supermercati o nelle bancarelle dei mercati di quartiere, nemmeno in quelli più grossi.
Il motivo è proprio per la sua forma molto simile all’organo maschile.

Purtroppo la società attuale non è ancora pronta per sostenere gli imbarazzi della gente. È molto più facile trovare sia pianta che frutti online, oppure imparare a coltivarli.

Il Peter Pepper era già usato ai tempi dei Maya e degli Aztechi i quali popoli, sicuramente, avevano meno pregiudizi delle moderne popolazioni.

Salsa Chipotle, la ricetta per prepararla a casa

Salsa chipotle ricetta

La Salsa Chipotle è un condimento di origine messicana a base di mayonese o yogurt, aglio, spezie e ovviamente peperoncini Chipotle.

La salsa Chipotle può essere utilizzata per insaporire diversi piatti della cucina italiana, dalle insalate, alle carni o come antipasto con nachos o grissini.

Questo tipo di salsa è particolarmente indicata per tutti coloro che amano il piccante, combina insieme due gusti molto diversi tra loro, quello cremoso dello yogurt o in alternativa della maionese e quello forte, affumicato e piccante del peperoncino jalapeño essiccato.

La preparazione di questo tipo di salsa non è per nulla difficile però prima di addentrarci nelle modalità di preparazione è bene dare qualche cenno sull’ingredente principale di questo ottimo condimento.

Che cos’è il peperoncino Chipotle

Come abbiamo accennato in precedenza, il chipotle è un tipo di peperoncino che viene affumicato e che rappresenta uno degli ingredienti tipici della cucina messicana.

Per ottenere il chipotle si utilizzano peperoncini piccanti di diversa specie che sono soggetti ad un lungo processo di affumicatura e che poi viene commercializzato in tre diverse specie:

  • essiccato
  • in escabeche
  • in adobo

Nel primo caso, il lungo processo di affumicatura, che comporta anche l’essiccazione dei peperoncini, permette di consumarli così come sono semplicemente mangiandoli insieme a qualche pietanza o utilizzandoli per cucinare; difficilmente questo tipo di peperoncino si trova al di fuori dei confini messicani.

I peperoncini in escabeche, invece, dopo essere stati essiccati per opera del processo di affumicatura, sono reidratati utilizzando una sorta di sciroppo che viene appunto chiamato escabeche.

Si tratta di un composto di acqua, aceto e spezie di vario genere, tra le quali possiamo menzionare la cipolla, i chiodi di garofano e la carota, oltre ad un equilibrato mix di sale e zucchero.

L’escabeche si presenta di un tipico colore rossastro, dovuto al colore proprio dei peperoncini, e un gusto variabile tra l’affumicato, il piccante e l’agrodolce.

Infine il peperoncino chipotle può essere preparato in adobo, ossia reidratato dopo l’affumicatura con una salsa più densa dell’escabeche ma preparata con gli stessi ingredienti cui viene aggiunta anche passata di pomodoro.

La ricetta della salsa chipotle

La preparazione della salsa chipotle non comporta particolari difficoltà e può essere tranquillamente preparata anche da coloro che non hanno particolare dimestichezza con i fornelli.

Gli ingredienti per la preparazione di questa salsa sono i seguenti:

  • 1 tazza di yogurt, maionese o panna acida
  • 1 o 2 peperoncini preparati in adobo
  • il succo di un lime
  • uno spicchio d’aglio sbucciato
  • sale e pepe

La preparazione inizia con la base di questa salsa per la quale è necessario un robot da cucina o un frullatore. All’interno della planetaria dovremo versare la tazza di yogurt, maionese o panna acida o con qualsiasi altro tipo di ingredienti che abbia una consistenza ricca e cremosa (anche se in realtà yogurt e maionese sono gli ingredienti principali).

Si può anche optare per miscelare insieme due tipi di ingredienti in modo da rendere il sapore della salsa ancora più intendo. In questi casi, si può pensare di utilizzare le seguenti combinazioni:

  • 1/2 tazza di panna acida e 1/2 tazza di maionese
  • 1/2 tazza di panna acida e 1/2 tazza di yogurt
  • rispettivamente 1/3 di tazza di panna acida, maionese e yogurt

A questo punto aggiungiamo 1 o 2 peperoncini al composto.

Non sarà difficile reperire nei negozi di alimentari i peperoncini chipotle in salsa adobo, i quali sono reidratati con questa particolare salsa proprio per fare in modo di poter essere aggiunti ad altre pietanza; l’affumicatura e il piccante saranno gli elementi che forniranno il sapore tipico alla salsa chipotle che renderà unico ogni piatto al quale sarà aggiunta.

Chi riesce a sopportare con relativa facilità il gusto piccante può anche pensare di aggiungere 3 peperoncini, inoltre è consigliabile anche miscelare due cucchiai di salsa adobo.

Preparazione della salsa chipotle

Una volta che il composto di crema e peperoncino sarà ben amalgamato, è possibile aggiungere il succo del lime, che non è un ingrediente necessario ma che aiuta a rendere ancora più intenso il gusto della salsa.

Lavorando il tutto sempre nella ciotola del robot della cucina, possiamo anche aggiugnere lo spicchio d’aglio sbucciato.

Qualora questi due ingredienti mancassero, si può utilizzare del succo di limone e aglio essiccato in polvere.

A questo punto, non resta che accendere il robot da cucina e fare in modo che tutti gli ingredienti si miscelino alla perfezione dando luogo alla salsa che dovrà essere cremosa e consistente al punto giusto. La salsa potrà poi essere aggiustata di sale e pepe in base ai propri gusti.

Come servire la salsa chipotle

In linea di massima la salsa chipotle rappresenta un ottimo condimento per diverse pietanze, ragion per cui una volta preparata potrà essere servita dopo che sia stata versata in una ciotola.

Sono diversi le pietanze che possono essere insaporite con questa salsa come ad esempio un semplice panino al formaggio piastrato: basterà cospargere il pane con questo condimento prima di grigliarlo.

Ma anche piatti a base di carne o pesce, come ad esempio dei gustosi bocconcini di pollo, possono essere ideali per aggiungere la salsa chipotle.

Alcune varianti della Salsa Chipotle

Ovviamente come ogni ricetta esistono delle varianti che dipendono dalle zone dove viene realizzata.

In alcuni casi, la salsa chipotle prevede che agli ingredienti base che abbiamo elencato in precedenza si aggiungano anche il prezzemolo e la menta.
Si tratta di ingredienti che permettono di aggiungere un sapore fresco al piccante del peperoncino rendendo questa salsa assolutamente unica.

Le diverse possibilità di utilizzo del peperoncino

Il Messico è indubbiamente una terra straordinaria che si caratterizza per i sapori forti e unici della sua cucina a base di peperoncino. Il chipotle, una delle varianti di peperoncino presenti, può trovare diversi utilizzi anche nella preparazione di altri tipi di salse, ovviamente sempre piccanti, che danno luogo a condimenti dal sapore intenso e profumato al tempo stesso.

Sono diversi i peperoncini che si trovano in Messico, che si differenziano per forma, colore, consistenza e ovviamente sapore.

Una salsa molto particolare che presenta un sapore forte come quello della salsa chipotle è quella dei sette peperoncini che trova sempre nel chipotle l’ingrediente principale al quale poi si associano altre varianti di peperoncino.

Conservazione della salsa chipotle

Nel momento in cui si prepara questa gustosa salsa, ben difficilmente si riuscirà a consumare tutta in una volta per cui nasce il problema di come conservare la salsa Chipotle avanzata.

Per risolvere il problema basta utilizzare dei contenitori di piccole dimensioni all’interno dei quali sarà posta la salsa avanzata che dovrà poi essere successivamente congelata e scongelata nel momento in cui dovrà essere nuovamente servita.

Accademia del Peperoncino, la scuola italiana del gusto piccante

Accademia del Peperoncino storia e lavoro

L’Accademia Italiana del Peperoncino

Accademia del Peperoncino storia e lavoro

L’Accademia del Peperoncino nasce nel 1994 come un’Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale, ONLUS, progettata da Enzo Monaco, un gastronomo calabrese che ha voluto fondare questa associazione per poter celebrare il gusto unico e inimitabile dei peperoncini della sua terra.

A questa associazione hanno aderito numerosissimi esperti del settore, come gastronomi e accademici e si sono create numerosissime delegazioni in Italia, al fine di far conoscere il piccante dei peperoncini di Calabria a livello internazionale. Per questo motivo molto spesso si parla di Accademia Italiana del Peperoncino.

Anche i locali, le pizzerie, i ristoranti o aziende alimentari possono aderire a questo progetto, diventando membri dell’Accademia del Peperoncino e guadagnando una grandissima visibilità sul territorio nazionale e avendo la possibilità di offrire ai propri clienti uno dei prodotti DOC più richiesti.

Il lavoro svolto dall’Accademia del Peperoncino

L’Accademia del Peperoncino dispone di un vero e proprio Comitato Scientifico, formato da esperti di botanica e professionisti che da anni si occupano di studiare il peperoncino, il cui nome scientifico è Capsicum, per tentare di scoprirne gli effetti benefici e per trovare nuove tecniche di coltivazione, utili alla creazione di un prodotto unico e di qualità.

Per tutti gli appassionati di peperoncino o per tutti coloro che vogliano conoscere maggiori informazioni riguardo le modalità di coltivazione e di trattamento dei semi di peperoncino, l’Accademia del Peperoncino mette a disposizione tutte le istruzioni fondamentali utili a questo proposito: consigli teorici riguardo le proprietà e i benefici del peperoncino, ma anche e soprattutto consigli pratici sulle tipologie di trattamento necessarie per una coltivazione adeguata che sia in grado di restituire buoni frutti dal piccante inconfondibile.

I ricercatori, gli esperti e i botanici hanno collaborato per la formulazione e la pubblicazione di schede botaniche, ricerche, descrizioni delle differenze nelle varietà, programmi e consigli di coltivazione, proprio per adempiere a uno degli obbiettivi principali dell’Accademia: quello di diffondere e trasmettere il culto calabro del peperoncino ad un pubblico più vasto possibile.

Attualmente l’Accademia del Peperoncino, grazie all’aiuto dei suoi collaboratori, in particolare di Massimo Biagi, laureato alla facoltà di Agraria dell’Università di Pisa, è riuscita a riunire una delle più vastissime collezioni di varietà di peperoncino presenti al mondo, avendo a disposizione più di mille varietà di questa pianta.

La storia del peperoncino

Il peperoncino ha origini antichissime: esso infatti sembra risalire addirittura a cinquemila anni prima della nascita di Cristo. Numerose testimonianze, nel corso della storia, vedono come protagonista proprio il peperoncino, frutto inizialmente diffuso specialmente nelle Indie, in Messico, in Perù ed elemento importante in particolari civiltà precolombiane, come ad esempio gli Aztechi, che lo impiegavano come pianta medicinale e a cui attribuivano un grandissimo potere curativo.

La prima effettiva testimonianza scritta risale a Cristoforo Colombo, che durante le sue esplorazioni, una volta scoperto il peperoncino, lo chiamava erroneamente “pepe delle Indie”: egli credeva che, una volta portato in Europa, il peperoncino si sarebbe rivelato un enorme business, specialmente grazie a tutte le proprietà benefiche ad esso attribuite che in Oriente e al suo gusto unico e particolare.

In realtà, esso non riscosse alcun successo in Europa, dove venne disprezzato dalla nobiltà a causa del suo sapore troppo forte ed eccessivamente piccante e venne presto rigettato dalla Chiesa perchè accusato di essere un frutto evocatore di istinti bollenti e peccaminosi.

Con l’avvento del Futurismo, nella prima metà del Novecento, il peperoncino ha iniziato a diffondersi in tutta Europa, anche grazie alla nascita di piatti che lo vedono protagonista, come i classici “spaghetti aglio olio e peperoncino”, che hanno permesso una vera e propria scoperta di questo ingrediente nel mondo occidentale.

La coltivazione del peperoncino

Come viene ben descritto sul sito ufficiale dall’Accademia, il peperoncino è una pianta che attecchisce al terreno molto facilmente, producendo germogli e foglie dopo un tempo di coltivazione relativamente breve: tuttavia, questa pianta necessita di cure costanti, affinchè il gusto, la piccantezza e la sapidità dei suoi frutti siano al meglio delle loro potenzialità.

Specialmente quando si tratta di grandi coltivazioni, il peperoncino risulta una pianta davvero molto impegnativa da trattare.

Esistono diversi fattori che condizionano la crescita e la maturazione dei peperoncini: uno di questi è senza dubbio la temperatura.

Come è noto, una pianta in fase germogliativa non deve mai essere sottoposta a temperature che scendano sotto i 10 gradi, in particolar modo il peperoncino necessita, per crescere, di una temperatura compresa tra i 20 e i 30 gradi centigradi: uno shock termico in un senso o nell’altro, causato da un aumento o da un improvviso crollo delle temperature provocherebbe danni irreversibili alla pianta, compromettendo la sua crescita.

Di fondamentale importanza è anche la scelta del terreno, esso infatti dovrà risultare completamente privo di umidità, poiché un ambiente umido potrebbe compromettere lo sviluppo dei fiori e delle bacche: è preferibile scegliere un terreno che contenga al suo interno tracce di argilla, sabbia e particolati di considerevole diametro.

E’ importante anche valutare il valore di acidità del terreno selezionato poiché, per ottenere un buon risultato dalla propria coltivazione di peperoncini, sarà necessario optare per un terreno basico ed alcalino: per misurare il livello di acidità del terreno si utilizza la scala del pH.

Se il valore del pH è inferiore a 7, allora il terreno sarà acido e poco adatto alla semina, al contrario, se il pH ha un valore compreso tra 7 e 14, questo sarà perfetto e adatto ai peperoncini.

Il peperoncino è una pianta estremamente assetata: necessita quindi di un apporto di acqua costante e giornaliero. Un rinsecchimento delle radici arresta immediatamente la crescita della pianta e provoca la caduta dei fiori bianchi e delle bacche dalle quali nasceranno i frutti del peperoncino.

Conservazione del peperoncino

Il peperoncino può essere degustato fresco, essiccato o tritato, in base alle proprie esigenze e preferenze culinarie: tuttavia, per quanto riguarda le procedure per essiccare i peperoncini, queste richiedono delle accortezze particolari, affinché questa avvenga nel miglior modo possibile e possa restituire un gusto davvero eccezionale.

L’essiccazione può avvenire in maniera naturale oppure in maniera artificiale:

Se si sceglie di utilizzare un metodo naturale, basterà esporre i peperoncini al sole, assicurandosi di aver tagliato precedentemente il picciolo e rimosso accuratamente i semi: prima di procedere, è bene assicurarsi delle condizioni meteo previste per i giorni successivi, poiché l’essiccazione richiede l’esposizione del frutto ad alte temperature, e per questo alla forte luce solare.

E’ anche possibile legare i peperoncini tra loro con uno spago, in modo da renderli anche belli da vedere e poterli appendere alle finestre all’esterno della casa, utilizzandoli quasi come un bellissimo oggetto di arredamento, fortemente caratteristico.

Questa procedura richiede un po’ di tempo in più rispetto all’essiccazione artificiale, ma garantisce un totale risparmio in termini di energia ed elettricità.

Se invece si decide di optare per l’essiccazione artificiale, questa può essere effettuata con l’utilizzo di un comune forno da cucina: bisognerà quindi riscaldare il forno a 80 gradi prima di inserire i peperoncini e abbassare la temperatura a 60 gradi se invece si ha a disposizione un forno ventilato.

Dopo aver pulito i peperoncini liberandoli accuratamente dai semi, bisognerà disporli su una teglia, facendo attenzione che risultino ben separati e che non si sovrappongano l’un l’altro: quindi infornare e lasciarli essiccare per circa 6 ore.

Jamaican Scotch Bonnet: caratteristiche e coltivazione

scotch bonnet peperoncino jamaican

Lo Scotch Bonnet, conosciuto anche come Jamaican Scotch Bonnet, è uno dei peperoncini più comuni dei paesi caraibici ed è presente in numerosissime pietanze tipiche del posto, dove risulta essere uno degli ingredienti principali.

Nei Caraibi sono presenti molteplici qualità di peperoncini, tra le quali il Bird Pepper o il più famoso Habanero, uno dei peperoncini più piccanti presenti in commercio: tuttavia quando si parla di “peperoncino caraibico”, ci si riferisce allo Scotch Bonnet.

Il Jamaican Scotch Bonnet appartiene alla specie Capsicum Chinense.

Scotch Bonnet e scala di Scoville

Il peperoncino jamaican ha una piccantezza molto elevata, misurata sulla scala di piccantezza dove raggiunge un valore compreso tra 50.000 e 250.000 SHU.

La sensazione di piccante che percepiamo a livello delle papille gustative non rappresenta una vera e propria sensazione gustativa, ma si tratta più che altro di una vera e propria sensazione di bruciore e di dolore, trasmesso dai recettori linguari al sistema nervoso.

Sulla scala di Scoville, lo Scotch Bonnet ha una piccantezza media, leggermente inferiore all’Habanero, peperoncino dalla fortissima piccantezza. Lo Scotch Bonnet è uno dei peperoncini più apprezzati e impiegati dai paesi caraibici, proprio perché in grado di insaporire e donare un tocco di piccantezza spiccata e piacevole alle pietanze tipiche del posto.

La piccantezza del peperoncino è concentrata nei semi, infatti è proprio nella sementa che si trova il più alto tasso di capsaicina, responsabile della piccantezza: se volete ridurre il gusto piccante delle vostre pietanze, si consiglia di rimuovere i semi. E’ consigliabile utilizzare dei guanti di gomma nella manutenzione dei peperoncini, infatti l’alto tasso di capsaicina agisce anche a livello cutaneo.

Scotch Bonnet: le caratteristiche

Il sapore dello Scotch Bonnet è caratterizzato da un gusto fruttato, a tratti dolce e il gusto speziato crea una magnifica miscela di sapori, in grado di conferire ad ogni pietanza un gusto esotico, unico e fortemente caratteristico: per questo motivo, questi peperoncini, oltre che nei Caraibi, vengono utilizzati a livello mondiale per la preparazione di salse o particolari piatti dai sapori piccanti ed orientali.

Negli Stati Uniti, gli Scotch Bonnet vengono impiegati per realizzare la buonissima “pepper sauce“, una salsa al peperoncino molto caratteristica e perfetta per accompagnare pietanze dai gusti sapidi e forti, come ad esempio una grigliata di carne o del pollo alla brace: in America, questa salsa viene cucinata direttamente in padella con le pietanze, in modo da poter sprigionare tutto il gusto e il sapore caldo degli Scotch Bonnet e da creare una commistione davvero unica e perfetta.

Allo stesso modo, gli Scotch Bonnet vengono trattati con essiccazione, che può essere effettuata in maniera naturale o mediante l’ausilio di mezzi artificiali, per essere serviti in polvere o a pezzi sul pesce, sulle zuppe o sullele minestre di verdure. All’estero è molto apprezzato il piccante e il forte gusto speziato degli Scotch Bonnet, specialmente per la sua capacità di rendere il sapore di ogni piatto unico e inimitabile.

Secondo la classificazione effettuata dall’Accademia del Peperoncino, ONLUS fondatata nel 1994 con l’obbiettivo di diffondere la cultura calabrese legata al peperoncino a livello nazionale e internazionale, lo Scotch Bonnet è classificabile come un peperoncino appartenente botanicamente alle cosiddette “varietà domesticate“.

Con il termine varietà domesticate, in botanica, ci si riferisce a tutte quelle specie di piante non selvatiche, che vengono coltivate dall’uomo: a questa varietà, oltre che lo Scotch Bonnet, appartengono migliaia di altre tipologie di peperoncino, ognuna con le proprie caratteristiche e il proprio gusto unico, dominato da una piccantezza di variabile entità.

Sul sito ufficiale dell’Accademia del Peperoncino sono presenti numerosissime specie diverse di piante di peperoncino, studiate e osservate da numerosi ricercatori ed esperti nel settore, che si sono impegnati a delinearne le caratteristiche principali, descrivendone magistralmente sia le caratteristiche botaniche, sia tutto ciò che riguarda le pratiche di coltivazione e di manutenzione necessarie per il corretto sviluppo del germoglio.

Coltivare Scotch bonnet

Il gusto dello Scotch Bonnet viene fortemente influenzato dalla tipologia di terreno utilizzato per la semina, per la coltivazione e per la crescita dei peperoncini: queste piante, sono molto complesse e necessitano di una cura magistrale per poter garantire il massimo della resa a livello di sapore e piccantezza del frutto.

Per coltivare i peperoncini è importante scegliere un terreno che possieda al suo interno tracce di terra argillosa e sabbiosa, questo garantirebbe il corretto sviluppo del germoglio e della fioritura.

Anche l’acidità del terreno è altrettanto importante, scegliere un terreno basico e fortemente alcalinizzato consente ai frutti di nutrirsi correttamente e di non cadere né avvizzire prima del tempo.

Dopo aver scelto con attenzione il terreno, un’altro tassello importante per coltivare Scotch Bonnet è la cura del germoglio: la pianta di Scotch Bonnet necessita la corretta quantità di acqua per crescere ed evitare un rinsecchimento che comporterebbe la caduta anticipata delle foglie e dei fiori germogliati.

Anche in fase di crescita avanzata, un’improvvisa diminuzione dell’annaffiatura potrebbe arrestare irreversibilmente la maturazione dei germogli, producendo frutti dal gusto poco sapido.

Solo una corretta coltivazione e una cura adeguata del terreno e del germoglio nascente, consentirà di ottenere degli Scotch Bonnet dal gusto pienamente caratteristico, speziato e con una nota di piccantezza molto spiccata, rispettando la scala di Scoville della razza originaria dei frutti di questa pianta.

Dove comprare i semi?

Se si desidera acquistare i semi di Scotch Bonnet, di certo non sarà facile reperirli nei negozi fisici tradizionali, si tratta infatti di una varietà di peperoncino piuttosto rara e tipica di una precisa zona geografica, per questo l’unica soluzione è acquistare i semi di Scotch Bonnet online, su siti specifici e raccomandabili.

Specialmente quando si tratta dell’acquisto di prodotti alimentari, è sempre consigliabile assicurarsi riguardo l’affidabilità del sito dal quale si decide di ordinare la propria merce online: solo in questo modo ci si assicura dell’affidabilità e della serietà di una determinata piattaforma e di ingerire alimenti che siano freschi e privi da qualsiasi forma di contaminazione alimentare potenzialmente pericolosa per la propria salute.

Dopo aver acquistato i propri semi di Scotch Bonnet, sul sito dell’Accademia del peperoncino è disponibile la scheda botanica tecnica con consigli sulle tecniche di semina, coltivazione, e conservazione dei frutti.

Da diversi anni ormai l’Accademia del Peperoncino studia le differenti specie di peperoncini e le classifica realizzando schede tecniche botaniche, i peperoncini vengono classificati in base a criteri come il gusto, il piccante e la sapidità, si tratta di un team guidato da Massimo Biagi, laureato alla facoltà di Agraria dell’Università di Pisa.

Essiccare peperoncini: guida completa all’essiccazione dei peperoncini

essiccare peperoncini

Uno dei metodi migliori per conservare i peperoncini è l’essiccazione, essiccare i peperoncini vi consentirà di preservare a lungo i vostri frutti senza che perdano le loro campagne organolettiche.In una stagione particolarmente abbondante di questo originale e apprezzatissimo ortaggio, dopo il consumo fresco e la preparazione di salse piccanti da conservare, se ne è avanzata una quantità consistente, una buona soluzione per non sprecarli è procedere all’essiccazione. Si tratta di un metodo di conservazione che utilizza il calore per disidratare gli alimenti, mantenendo i loro valori nutrizionali.

Essiccare i peperoncini è una procedura piuttosto veloce che da la possibilità di pregustare il gusto piccante anche nei periodi in cui i peperoncini freschi non sono più reperibili.

Un’accortezza da avere quando si sceglie di essiccare i peperoncini è quella di mantenere intatta la membrana, così da preservare la piccantezza dei peperoncini. Infatti, proprio all’interno della membrana si trova la capsaicina, responsabile del gusto pungente.

A seconda dei gusti personali, potete privare il frutto dei semi oppure no, per farlo, aprite a metà il peperoncino utilizzando un coltello. In caso di peperoncini particolarmente piccanti, è consigliabile utilizzare un paio di guanti.

Come essiccare i peperoncini?  Quali metodi scegliere? Scopriamolo insieme!

essiccare peperoncini

Essiccare i peperoncini appendendoli

Uno dei metodi più antichi e semplici è essiccare i peperoncini legandoli tra loro e lasciandoli appesi in una stanza.

Per appendere i peperoncini potete usare lo spago utilizzato anche per l’arrosto, in alternativa potrete utilizzare un filo di cotone e un ago  con il quale andare a incidere la parte superiore del frutto, fate un nodo dopo ogni peperoncino per evitare che si muova lungo il filo e create dei piccoli mazzetti.

Una volta legati i mazzetti create una piccola asola che permetta di appenderli al muro. Essiccare i peperoncini con questo metodo è una procedura piuttosto lunga, la cui durata varia a seconda dell’umidità e della temperatura dell’aria, ci può volere un mese o più prima che raggiungano il giusto grado di secchezza.

E’ consigliabile scegliere una stanza asciutta e ventilata per essiccare i peperoncini più velocemente ed evitare l’insorgere di alcune delle più comuni malattie del peperoncino.

consigli per essiccare peperoncini

 

Essiccare peperoncini al sole

Seccare i peperoncini al sole è un metodo molto utilizzato nel Sud Italia che per sua fortuna gode delle migliori condizioni climatiche per questa pratica, sole intenso e poca umidità. L’essiccazione del peperoncino al sole è il processo più economico per essiccare i peperoncini che avete raccolto.

Per essiccare i peperoncini al sole è necessario tenere in considerazione due fattori molto importanti: in primo luogo il livello di umidità dell’aria e secondariamente le condizioni meteorologiche, troppa umidità dell’aria, tipica delle ore che precedono la pioggia, è pericolosa per la salute dei frutti.

Per riuscire a effettuare correttamente l’essiccazione ed eliminare l’acqua presente al loro interno è necessario disporre tutti i peperoncini in fila staccandoli dal ramo principale.

Una volta staccati e disposti su una superficie piana, potrete aprirli a metà ed estrarre i semi. Lasciare i frutti aperti accelera anche il processo di essiccazione.

Sia interi sia aperti a metà i peperoncini prima di essere esposti al sole devono essere messi su una griglia a maglie strette oppure su un panno di cotone, o su una tavola di legno. Dopo averli posti sulla griglia, li potrai esporre al sole sino al pomeriggio, la notte invece è consigliabile lasciarli a riposo in un luogo asciutto e riparato.

Coprite i peperoncini con una rete trasparente per proteggerli dagli insetti e dalla polvere, la notte se non avete un luogo riparato dove metterli, copriteli con due panni asciutti, per evitare che assorbino umidità.

La durata per essiccare i peperoncini al sole può variare dai tre ai cinque giorni, il risultato varia ovviamente in base alle condizioni climatiche e alle temperature esterne. In ogni caso il periodo migliore per l’essiccazione al sole è tra la fine di agosto e settembre.

essiccare peperoncini al sole

Come essiccare peperoncini piccanti con un essiccatore

Il metodo più veloce per seccare i peperoncini prevede l’utilizzo di un essiccatore, uno strumento che si trova facilmente in commercio. In questo articolo vi consigliamo il migliore essiccatore per alimenti.

Cos’è un essiccatore per alimenti?

L’essiccatore è un macchinario acquistabile anche per uso privato nella propria abitazione, esistono infatti anche delle versioni casalinghe.

L’essiccatore per frutta e verdura permette in tempi brevi di eliminare liquidi e succhi da diversi prodotti vegetali, tra questi anche i peperoncini, facile da usare e utile anche per essiccare la frutta di stagione.

Grazie ai flussi di aria calda potrete essiccare i peperoncini mantenendo il gusto e le proprietà nutritive del frutto, in maniera sicura e igienica.

Per essiccare un gran numero di peperoncini con l’essiccatore ci vogliono circa tre ore, i tempi dipendono dalla potenza dell’elettrodomestico e anche dalla sua capienza. Utilizzando l’essiccatore si ottiene un risultato ottimale perché si elimina al meglio l’ acqua presente all’interno dei peperoncini e non si rischia la formazione di muffa durante la loro conservazione.

Essiccare i peperoncini in forno

Infine è possibile essiccare i peperoncini in forno. Questa può rivelarsi la soluzione migliore in un periodo di maltempo o se si abita in zone eccessivamente umide, dove non è possibile procedere con l’essiccazione al sole, tuttavia, si tratta di un metodo piuttosto costoso, visto che richiede alcune ore di utilizzo dell’elettrodomestico.

Per essiccare i peperoncini in forno, rimuovete i semi e il picciolo, tagliateli a metà e disponeteli su delle teglie con della carta forno. Fate attenzione a non sovrapporli.

Prima di metterli in forno, preriscaldatelo a una temperatura tra i 70 e gli 80° circa, se avete un forno ventilato allora dovrete preriscaldarlo a una temperatura tra i 40 e i 50°.

Una volta inseriti i peperoncini in forno, è consigliabile lasciare lo sportello lievemente aperto, in questo modo si seccheranno e soprattutto non si bruceranno.  Attenzione a non accendere il grill per non bruciare l’esterno peperoncino.

Il tempo necessario per essiccare i peperoncini in forno è all’incirca di 6-7 ore. I peperoncini saranno essiccati e pronti quando assumeranno un colorito più scuro. Il tempo di cottura varia in base alla dimensione dei peperoncini.

Come conservare i peperoncini essiccati

Dopo che sarete riusciti a seccare i peperoncini piccanti è necessario conservarli in modo adeguato.

Il primo metodo è prendere i peperoncini essiccati e tritarli con un robot da cucina. Una volta tritati conservateli in un barattolo di vetro precedentemente sterilizzato. Per conservare al meglio il peperoncino tritato e dare più sapore ai peperoncini aggiungete dell’olio di oliva, il peperoncino così conservato è ideale per condire primi e secondi piatti.

La seconda soluzione è lasciare i peperoncini appesi in un luogo fresco e asciutto, per poi utilizzarli all’occorrenza.

Infine, per conservare i peperoncini essiccati per un periodo di tempo maggiore dovrete utilizzare barattoli di vetro con chiusura ermetica.

Se avete seccato molti peperoncini puoi scegliere di utilizzare vari metodi di conservazione. Ad esempio, potresti porne una parte sott’olio, altri essiccati e tritati e gli ultimi li puoi conservare completamente interi.

Qualunque soluzione adotti, potrai utilizzare per tutto l’anno i tuoi peperoncini secchi nelle tue pietanze piccanti in cucina, a partire dai primi piatti sino a giungere ai secondi di carne o pesce, e ai contorni di verdure.