Corno di Toro: caratteristiche, coltivazione e conservazione

Il peperone Corno di toro (capsicum annum) è una varietà ibrida appartenente alla famiglia delle Solanacee e si presenta con una forma molto allungata che, al culmine della maturazione, può raggiungere i 18-20 cm. Ha un colore rosso vivo, la superficie liscia ed un sapore intenso e deciso.

Come tutte le specie di peperone, anche questo è originario dell’America meridionale e furono i conquistatori spagnoli a portarlo in Europa, dove si diffuse rapidamente.

Il motivo del suo nome è facilmente intuibile in quanto questo peperone ha la forma di corno di un toro.

La piccantezza dei peperoncini è dovuta alla presenza di una particolare sostanza, la capsicina, la cui concentrazione è misurata con la scala Scoville (SHU). Il peperoncino corno di toro non supera i 2000 SHU per cui è considerato abbastanza sopportabile anche per chi non è abituato a mangiare piccante.

Coltivazione del Corno di Toro

La coltivazione del peperone Corno di toro richiede una particolare attenzione in quanto la pianta è piuttosto delicata, teme un’elevata salinità, le escursioni termiche e la siccità anche se è necessario drenare molto bene il terreno per evitare ristagni di acqua che farebbero marcire rapidamente le radici.

La scelta della terra, quindi, è fondamentale per la buona riuscita della coltivazione.

Le piante crescono erette e possono raggiungere anche discrete altezze per cui, durante lo sviluppo, è necessario sostenerle con tutori (canne o reti) per evitare che si possano spezzare sotto il peso dei frutti.

Prima di procedere alla semina il terreno deve essere lavorato a fondo, qualora si vogliano utilizzare dei vasi, bisogna sceglierli piuttosto profondi e di un diametro non inferiore ai 30 cm. La terra deve essere concimata, resa soffice e molto ricca di sostanze organiche; il peperoncino corno di toro, infatti, non si svilupperebbe assolutamente su un terreno povero e molto compatto. Dopo aver eseguito queste operazioni si può procedere nel trapianto delle piccole piante che devono essere messe a dimora dopo aver creato delle buche ad una distanza di circa 50-60 cm fra loro.

Successivamente, durante lo sviluppo, è importante tenere la zona ben pulita dalle piante infestanti ed eliminare le foglie in eccesso che crescono lungo i nodi.

Quando la pianta ha raggiunto i 30-40 cm si deve procedere con la rincalzatura ovvero con la sistemazione della terra vicino al fusto in modo da mantenere constante la riserva di acqua. A questo proposito si ricorda che il peperoncino corno di toro necessita di un’irrigazione costante e regolare che può essere effettuata anche ad intervalli prestabiliti tramite apposito sistema di innaffiamento o con la metodologia a goccia.

Per quanto riguarda la produzione e la raccolta di frutti bisogna tener conto del fatto che ci vogliono circa 90-100 giorni affinché il peperoncino raggiunga le giuste dimensioni; sarebbe opportuno procedere alla raccolta quando non ha ancora raggiunto la piena maturazione perché in questo modo la pianta viene stimolata nella produzione di ulteriori frutti. Durante lo sviluppo è bene procedere con una concimazione regolare a base di sostanze organiche; bisogna far attenzione a non far mancare il giusto apporto di calcio e magnesio per evitare danni ai tessuti del peperoncino.

La pianta del peperoncino è soggetta a varie patologie. Fra queste le più comuni sono quelle causate da funghi come la peronospora, la fusarium, l’oidio o l’alternaria che colpiscono pianta e frutto provocandone la marcescenza. Nelle coltivazioni biologiche è possibile usare solo il rame per contrastare queste malattie, ma la cosa migliore è eliminare le piante malate bruciandole in modo che le spore non possano infettare quelle ancora sane. Per quando riguarda i parassiti, i più insidiosi per le colture di peperoni sono gli afidi, i ragnetti rossi ed una specie di lepidotteri, i piralidi, che depongono le loro uova sui frutti. Anche in questo caso è sconsigliato l’uso di pesticidi chimici, ma è opportuno ricorrere a mezzi naturali o alla lotta biologica.

Conservare il Corno di Toro: conserve o essiccazione

Dopo la raccolta, che si consiglia di effettuare quando il peperone Corno di toro comincia a virare al giallo, è possibile far continuare la maturazione finché non viene raggiunto il tipico colore rosso accesso; tuttavia il frutto è ottimo anche se consumato prima.

La polpa è molto compatta e turgida e ben si presta a vari tipi di ricette e conservazioni. Se mantenuti a basse temperature possono preservare le loro proprietà per circa 2 settimane altrimenti è necessario ricorrere ad altri metodi. Fra questi il più rapido e facile da realizzare è quello nel frezeer dove i peperoncini corno di toro potranno essere riposti dopo essere stati lavati, tagliati a pezzi e posti nelle apposite buste per il congelamento degli ortaggi.

Altri metodi prevedono un maggiore impegno anche se i risultati saranno sicuramente soddisfacenti. Si tratta di riprendere i metodi classici usati dalle nonne per conservare i peperoncini sott’olio o sotto aceto . Il consumo immediato dei peperoncini corno di toro può essere fatto cuocendoli in padella, arrostendoli al forno o farcendoli con carne o riso.

Un altro modo per conservare i peperoncini corno di toro è attraverso l’essiccazione, a tal proposito ti consigliamo di leggere il nostro articolo su come essiccare i peperoncini.

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